pertugio

Una ricerca intima

Pertugio è una cicatrice aperta, una fessura.
Entrando, c'è l'intimità che spesso si nasconde, per timidezza, per paura di scoprire troppo e così il riflesso diventa l'opposto, la superficie rappresentata dalle Chiccone che con la spensieratezza e i loro colori, sono un esercito danzante pronto a difendere la parte più fragile.
Si perché questa ricerca parte da un lavoro del 2018, si accomoda sul retro di alcune stampe e da lì muove i primi passi.

Pertugio è un lembo di terra dove cammino e ricerco, sperimento, sintetizzo, recupero, imparo, sbaglio, cambio, mi fermo e riparto.

Terra che si consolida, che trema, si espande, che a volte si secca, che va curata, innaffiata, seminata ed è proprio nelle fessure di questo terreno, che dovremmo innestare fiori per essere giardino e giardiniere, lasciando entrare chi cammina in punta di piedi e senza scarpe.  

A distanza di mesi Pertugio è diventato un contenitore, uno scanner, una lente, una macchina analitica che stende strati li osserva e li sovrappone, cataloga, ricuce, scuce, medica, in una perpetua ricerca di umanità.
Per non smettere di sentire.

pertugio #1

Questo primo progetto nasce a Gennaio 2022, il primo mese dell'anno in cui ho sentito la necessità di cambiare, di asciugare il modo in cui vedo e sento il mondo. Una ricerca libera da richieste, committenze, aspettative.
Sono io e per essere me stessa, ho iniziato a mescolare le radici.
L'ago e il filo di mia nonna, l'osservazione e la musica di mio padre e il disegno di mia madre insieme al bisogno di sperimentare, bucando, cucendo e trasformando un vecchio progetto.
Sono opere mixed media che trovano ispirazione da 13 canzoni, 13 tracce che mi riguardano, che catalogano momenti importanti e diventano rifugio. 

Il formato è 14,5 x 21 su carta Fedrigoni 350 gr.
Ho usato, china, acquerelli, acrilici, colori a cera, gesso, fili e garze.